Responsabilità medica: la Suprema Corte pone fine dopo 14 anni ad una causa civile di malpractice sanitaria incentrata su un intervento di “Contour Transtar” 4 Agosto 2026 – Posted in: News

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 3904/2026 della Terza Sezione Civile, ha rigettato i ricorsi proposti da un chirurgo e da una nota clinica capitolina, rendendo definitiva la sentenza di merito con cui la Corte d’Appello di Roma li aveva condannati solidalmente al risarcimento dei danni a seguito di un’operazione chirurgica che aveva causato gravissimi postumi invalidanti ad una paziente.

Quest’ultima, a fronte di una diagnosi in cartella clinica di prolasso rettale e muco emorroidario, era stata sottoposta nel 2009 ad un intervento di resezione del retto eseguito con una tecnica, al tempo innovativa, nota come “Contour Transtar”, che prevede l’impiego di una suturatrice meccanica “taglia e cuci”. Tuttavia l’intervento, anziché risolvere la patologia diagnosticata, aveva determinato un drastico peggioramento delle sue condizioni di salute, con l’insorgenza di gravi complicazioni, compresa l’incontinenza fecale.

Nonostante la consulenza d’ufficio avesse ritenuto del tutto corretto l’agire del chirurgo, sia il Tribunale sia la Corte d’Appello di Roma, avvalendosi della copiosa documentazione medica prodotta dagli attori, si erano motivatamente discostati da essa, accertando come l’operazione, ancorché correttamente eseguita sul piano tecnico, fosse stata inadeguata, poiché effettuata sulla base di una diagnosi errata e, soprattutto, senza un’adeguata ricostruzione della reale patologia di cui soffriva la paziente.

Respinti tutti i sette motivi d’impugnazione proposti dai ricorrenti, la Corte di Cassazione ha confermato l’adeguatezza della motivazione d’appello, affermando come con essa le conclusioni del CTU siano state ragionevolmente disattese e siano state fatte proprie altre risultanze istruttorie, tra cui le considerazioni dei consulenti di parte, in aderenza al principio iudex peritus peritorum.

In tutti i gradi di giudizio la paziente e i suoi familiari sono stati assistiti dall’avv. Augusto Vacca, fondatore di AV & Partners.